lunedì 2 novembre 2009

Il punto sull'undicesima

La Juve stecca, l'inter dirige. Questo il leit motive dell'undicesima tornata di campionato. Mourinho scava un solco che inizia ad avere una certa consistenza tra lui e le inseguitrici e se l'armata nerazzura si confermerà ai livelli delle ultime stagioni si può già parlare di campionato chiuso. Copertina dunque per la capolista che senza faticare troppo espugna il Picchi imponendosi per 2 a 0 su mago Merlino Cosmi che di magie ieri non ne ha fatte vedere. Il sigillo dei campioni non si è fatto attendere: Milito timbra il cartellino per la seconda volta in tre giorni, Maicon dimostra ancora una volta tutto il suo strapotere fisico facendosi una cavalcata epocale prima di siglare la rete che chiude la partita. L'impressione è che l'Internazionale si diverta: con il Palermo ha giocato al gatto col topo chiudendo i primi quarantacinque minuti sul 4 - 0. Poi si è rilassata, ha lasciato un po' di gloria alla propria preda prima di riazzannarla senza pietà. A Livorno il risultato non ha concesso proprio nulla ai dirimpettai. Eto'o e compagni salutano e se ne vanno. Discorso opposto per la Signora che si accartoccia su se stessa e distrugge maldestramente quanto di buono fatto vedere con la Sampdoria. Il Napoli ormai specialista in rimonte ha fatto a fette la retroguardia bianconera, e per quattro quinti della nazionale, inflandola per tre volte in meno di mezzora. Ferrara è finito a gambe all'aria e l'impressione che abbia già esaurito i bonus a sua disposizione è sempre più forte. E' un peccato il tonfo dei bianconeri, perchè fa calare l'interesse sul campionato addirittura prima della metà, a meno di clamorose sorprese/regali dalla Milano nerazzurra; ma una riflessione sui limiti della Juventus è adesso d'obbligo. La squadra che fu di Capello, e neppure quella di Lippi, non avrebbe concesso la rimonta di sabato. Non a caso quelle squadre vincevano gli scudetti, questa....
Il Milan conferma quanto di buono ha fatto vedere ultimamente sbarazzandosi del Parma con doppio Borriello al rientro da titolare. Chissà come sarà stato contento quel nottolone di Huntelaar a vedere il diretto concorrente per una maglia da titolare segnare e risolvere la pratica, per di più con un gol in rovesciata. Ronaldinho continua a trotterellare in mezzo al campo accendendo la luce ogni tanto con un assist in qua e la. In campionato può bastare così per aver ragione di Guidolin o affini, in champions ci vorrà un altro ritmo e il dentone (e anche Leonardo) lo sa. Intanto il diavolo prosegue la serie positiva che l'ha riportato a ridosso delle prime, in zona champions e sopratutto a meno due dalla Juve. A buon intenditor...
Torna alla vittoria la Fiorentina che, non senza qualche fatica di troppo, riesce ad aver ragione di un Catania sempre più inguaiato ma che ha venduto cara la pelle. Prandelli ringrazia il ritrovato Marchionni (tre gol in due gare) e può concentrarsi in santa pace sulla sfida con il Debrecen che tanto dirà in chiave qualificazioni agli ottavi di Coppa Campioni. In bocca al lupo.A Genova la Samp rimane a bocca asciutta e Garrone maderà una bella cesta di frutti stagionali a Barreto (non si può sbagliare un rigore al 90' !) e alla terna arbitrale che annulla un gol per motivi su cui si interrogheranno i candidati al Nobel a Bonucci al 96'. A far discutere però sono le parole di Cassano, fischiato da una parte del pubblico, che non ha mandato giù la disapprovazione del tifo blucerchiato e ha minacciato l'emigrazione (nel riquadro sottostante l'intervista al pibe di Bari); aperto il dibattito: Cassanata o sfogo giusto? L'italia si dividerà.
Roma e Lazio provano a scuotersi e ad uscire dal torpore smuovendo la propria classifica. I giallorossi superano 2 - 1 il Bologna all'Olimpico con gol di Vucinic (toh, chi si rivede) e Perrotta, vero battagliero mai domo, dopo essere andato sotto per mano di Adailton, che in vecchiaia ha deciso di segnare tutti i gol che finora non era riuscito a fare, già quattro in campionato. Tre punti che fanno respirare Ranieri ma che non possono far allentare la corda: per uscire definitivamente da questo stato di crisi ci vorrà continuità di risultati e domenica il calendario prevede la trasferta a San Siro sponda nerazzurra, vero banco di prova dopo la parentesi europa league del giovedì cha ha da venire. La Lazio racimola un punticino a Siena che tiene a galla Ballardini (per quanto??) ma da' ancora l'idea di una squadra confusa e alla ricerca di una propria identità di gioco; non sarebbe il caso di pensare a recuperare quantomeno Ledesma e utilizzare part time Cruz? Rocchi garantisce più corsa a e mobilità rispetto al Jardinero e i gol sono il suo mestiere da sempre. Nel frattempo Lotito si accontenti di interrompere la serie supernegativa di campionato, ma domenica prossima scende giù il Milan. Urge prova di carattere immediato.
Sugli altri campi da segnalare la rotonda vittoria del Cagliari per 3 a 0 sull'Atalanta e la prima doppietta italiana di Nenè, oggetto misterioso del mercato di Cellino; Chievo e Udinese impattano su un comodo 1 a 1 e nel posticipo quello che era atteso come l'incontro dal gol facile tra Palermo e Genoa (le due difese non sono certo il massimo dell'ermetismo) si chiude con uno scialbo 0 a 0. Il calcio è anche questo.

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