martedì 20 ottobre 2009

Il tango delle coppie del gol

L'inizio di campionato ha ribadito ancora un volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, della tendenza al ritorno alle due punte tradizionali. Ci sono stati anni in cui a fare la voce grossa era il cosiddetto albero di Natale che aveva fatto la fortuna del Milan Ancelottiano.
Adesso si viaggia in tandem, a partire dalla capolista Inter che, liberatasi non senza qualche remora del mostro Ibrahimovic, è ripartita dal duo Eto'o-Milito. Che bello vedere quie due giocare (e segnare) assieme! Sono l'incarnazione del manuale del gioco offensivo. Non è da sottovalutare che sia stato Muorinho a fornire il placet alla fuga del genio di Malmoe per comporre una coppia che ce ne farà vedere delle belle.
Ma la serie A racconta anche di storie meno blasonate. Scendendo più giù di qualche chilometro ci imbattiamo in quella che sembra essersi guadagnata il posto titolare che ad inizio torneo non era proprio. I redivivi Amoruso e Bojinov stanno facendo la fortuna di Guidolin ed è strano pensare come due giramondo di quel calibro si siano trovati a meraviglia nel giro di qualche partita. Il Nick nazionale e il bulgaro senza terra stanno facendo volare i gialloblu sull'onda di un'intesa che promette di fare sfracelli, col consenso di Paloschi, ovviamente...
A Roma intanto il duo Zarate-Rocchi annaspa più di quanto fosse lecito pensare; l'argentino non poteva certo ripetere l'exploit di un anno fa' (leggi continuo raddoppio di marcatura e non solo) ma era più che lecito aspettarsi di vederlo comunque giocare, e segnare, meglio di quanto ha fatto finora. Analogo il discorso per il capitano biancazzurro che ha griffato la Supercoppa e i primi tre punti della stagione ai danni due squadre nerazzure (strana casualità) ma che non trova continuità.
Chi invece fa parlare poco ma non manca mai l'appuntamento col gol è la premiata ditta Miccoli-Cavani; talentuosi all'inverosimile, molto silenziosi e di basso profilo e autori di gol difficilmente banali. Controllate le statistiche! A fine anno le punte palermitane saranno entrambe in doppia cifra (e nessuno parlerà mai di loro dato che non fanno notizia) senza, elemento non trascurabile, essere centravanti di ruolo.
Risalendo lo stivale troviamo un'altro tandem atipico, ovvero quello abitualmente residente a fuorigrotta: Lavezzi-Quagliarella. I due sembrano stentare a trovare un'intesa (forse influisce il voler essere troppo leader col pubblico) ma sulla carta potrebbero (per De Laurentiis dovrebbero) integrarsi al meglio con Mazzarri che già in passato ha ottenuto grandi risultati dai suoi uomini gol dal profilo lineare e veloce (leggi Pazzini & Cassano).
Proprio questi ultimi si stanno confermando ai livelli del girone di ritorno del torneo precedente anche se a Fantantonio manca qualche realizzazione in più, che compensa ogni Domenica inventando assist di ogni genere. Ma il vero attacante moderno è proprio il Pazzo che riesce ad abbinare un'ottima velocità a una prorompenza fisica inusuale vista la stazza non troppo massiccia. I due faranno strada e non è sacrilego compararli a Vialli-Mancini.
A Udine ci sono Floro Flores e Di Natale, coppia classica di un calcio che fu, incarnata dal centravanti boa (specie in via di estinzione) e la seconda punta dal gol facile che svaria e corre per tutto il campo, aiutata dal talento cristallino che incomprensibilmente non è stato accalappiato da qualche grande del calcio. Evidentemente Oliviera (ricordate il numero 7 del Milan del dopo Sheva?) era molto più mediatico. Fatemi il piacere.....
Nel rione di Chievo invece campeggiano il centravanti bandiera Pellissier, giocatore mai definitivamente esploso che si è sempre guadagnato onestamente la pagnotta all'ombra dei riflettori (complimenti) e il centravanti triste (nonchè sterile)Bogdani, che ricorda un po' Tare. Un consiglio: segua le orme del predecessore e si dia ad un ruolo dirigenziale.

Ci sono poi i vari Pato & Ronaldinho (Huntelaar dove sei?), Iaquinta & Amauri (per tacer di Trezeguet) e i cadaveri Lucarelli e Tavano... Vuoi vedere che Diamanti aveva capito tutto in anticipo e ha preferito emigrare per tempo?? Chiromante.



Intanto ci rituffiamo nelle coppe cercando di celare un calcio in crisi sperando nelle magnifiche (?) sette.
Ma un tempo sette non erano le sorelle?

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