mercoledì 21 ottobre 2009

La Viola e Mister X

Ci si aspettava il ruggito della grande, l'armata Internazionale che avrebbe dovuto travolgere i malcapitati ucraini graffiando tutti gli antagonisti. Ci ritroviamo invece a celebrare il successo di una squadra che grande lo sta diventando giorno dopo giorno. La Fiorentina targata Prandelli espugna Budapest col quasi tennistico punteggio di 4 a 3 sugli ungheresi del Debrecen e non ci si lasci ingannare dalla vittoria di misura: i Gigliati hanno fatto molto di più ieri sera.
Sotto di un gol dopo neanche due minuti hanno reagito col piglio di chi sa di essere più forte e non si fa prendere dalla foga di dimostrarlo con impetuosità, ma si lascia andare a azioni rapide e precise, semplici nella loro essenza, muniti di quella rabbia che diventa letale per chi si trova a doverli affrontare. In tredici minuti l'affermata e pregiata coppia Gilardino-Mutu ha letteralmente travolto e spazzato via i magiari, senza lasciare loro alcuna possibilità di scampo. L'undici di Firenze non si è scomposto ne si è demoralizzato davanti allo svantaggio a sorpresa e ha fatto la sua partita con la consapevolezza di chi sa quali sono i suoi mezzi; il poker firmato Santana ha di nuovo rimesso all'angolo i padroni di casa, che si erano riaffacciati sulla gara col secondo gol. Il definitivo tris dei locali servirà soltanto alle statistiche. Da rimarcare bene il fatto che la Viola ha giocato con quella spavalderia che già col Liverpool e con la Juve pochi giorni fa' aveva fatto vedere: Prandelli sembra aver davvero fatto fare il salto di qualità ai suoi ragazzi. Unica nota stonata il reparto difensivo. Da rivedere (ma non da ripetere) più volte per capire quali meccanismi non hanno funzionato; di certo se Dainelli e Gamberini fino ad ora hanno fatto da roccaforte alla porta meno battuta del campionato non saranno diventati dei brocchi in novanta minuti di Champions (pardon, i minuti erano due). Probabilmente un calo di concentrazione dovuto alla bassa lega dell'avversario, ma quanto sarebbe interessante vedere una giovane centrale italiano ad alternarsi a quei due. Un Bocchetti ad esempio crescerebbe molto e potrebbe affermarsi in poco tempo. Della Valle, prendetelo!!
A migliaia di chilometri di distanza sotto la Madunina, Eto'o e compagni si schiantano sugli eredi di Lobanovskyj e impattano una gara che alle 20.45 avrebbero tassativamente dovuto vincere. La contemporanea (e incredibile) sconfitta del Barcellona al Camp Nou col semisconosciuto Rubin Kazan (che guarda caso aveva fermato anche la squadra di Moratti) rende meno amaro il punteggio ma non può soddisfare mister Mourinho, apperentemente tranquillo e in vena di scherzare alla vigilia. Il terzo pareggio in altrettante gare rischia di diventare un fardello non indifferente, e non tanto a livello di qualificazione (i campioni d'Italia e di Spagna passeranno comunque agli ottavi senza ombra di dubbio) quanto a livello mentale. Se la prima X col Barca è stata fatta passare come un buon risultato, non possono essere considerati tali anche i due pari con le altre compagini del girone. In svantaggio dopo pochi minuti e raggiunto l'uno a un col solito Stankovic, il Golia nerazzuro non ha saputo sbarazzarsi del bianco Davide e a poco è valso l'arrembaggio che ha prodotto soltanto il gol salvafaccia di Samuel. Da brividi poi la mossa Materazzi centravanti negli ultimi minuti, quasi una sorta di amarcord e un ricorso ai mezzi del calcio di emergenza, una soluzione che si vede solitamente tra i campionati di amatori o di terza categoria. Ma ancora una volta è da elogiare il coraggio di Mister X che, pur di arrivare ai tre punti, è ricorso a qualsiasi stratagemma (e ditemi voi se far giocare Suazo non è uno stratagemma).
Sheva però non si è fatto abbattere nemmeno dalla forza bruta di Matrix e ha regalato l'ennesimo dispiacere in carriera agli ex cugini, che peraltro ha ammesso di non amare particolarmente. Fortuna per Mou che dalla Catalogna arrivano notizie incoraggianti altrimenti il via ai processi mediatici (e probabilmente non solo) sarebbe stato impetuoso e molto molto difficile da arginare.
Congedo con epitaffio per due nobili decadute.
Il Barcellona di Guardiola cade in casa dopo essere riuscita a pareggiare lo svantaggio iniziale. Alzi la mano chi all'intervallo non pensava alla furia che Ibrahimovic e Messi avrebbero scatenato nella ripresa subissando di gol i Russi. Invece patatrac, 2 a 1 per gli ospiti e Blaugrana che confermano un momento non proprio felicissimo dopo il pareggio di Domenica nella liga. Reazione aspettasi, grazie.
Il Liverpool sembra scivolare via dalle mani di Benitez che per anni ha fatto della determinazione e degli "attributi" le colonne portanti della sua creatura. Il Lione orfano di Benzema, che sembrava alla fine di un ciclo ad inizio stagione, espugna Anfield Road in zona Cesarini e apre la crisi dei Reds in Champions, precipitati al terzo posto nel girone e adesso costretti al combattimento all'arma bianca in Francia tra due settimane per restare aggrappati al treno qualificazione. Auguri di pronta guarigione.

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