Sotto di un gol dopo neanche due minuti hanno reagito col piglio di chi sa di essere più forte e non si fa prendere dalla foga di dimostrarlo con impetuosità, ma si lascia andare a azioni rapide e precise, semplici nella loro essenza, muniti di quella rabbia che diventa letale per chi si trova a doverli affrontare. In tredici minuti l'affermata e pregiata coppia Gilardino-Mutu ha letteralmente travolto e spazzato via i magiari, senza lasciare loro alcuna possibilità di scampo. L'undici di Firenze non si è scomposto ne si è demoralizzato davanti allo svantaggio a sorpresa e ha fatto la sua partita con la consapevolezza di chi sa quali sono i suoi mezzi; il poker firmato Santana ha di nuovo rimesso all'angolo i padroni di casa, che si erano riaffacciati sulla gara col secondo gol. Il definitivo tris dei locali servirà soltanto alle statistiche. Da rimarcare bene il fatto che la Viola ha giocato con quella spavalderia che già col Liverpool e con la Juve pochi giorni fa' aveva fatto vedere: Prandelli sembra aver davvero fatto fare il salto di qualità ai suoi ragazzi. Unica nota stonata il reparto difensivo. Da rivedere (ma non da ripetere) più volte per capire quali meccanismi non hanno funzionato; di certo se Dainelli e Gamberini fino ad ora hanno fatto da roccaforte alla porta meno battuta del campionato non saranno diventati dei brocchi in novanta minuti di Champions (pardon, i minuti erano due). Probabilmente un calo di concentrazione dovuto alla bassa lega dell'avversario, ma quanto sarebbe interessante vedere una giovane centrale italiano ad alternarsi a quei due. Un Bocchetti ad esempio crescerebbe molto e potrebbe affermarsi in poco tempo. Della Valle, prendetelo!!
A migliaia di chilometri di distanza sotto la Madunina, Eto'o e compagni si schiantano sugli eredi di Lobanovskyj e impattano una gara che alle 20.45 avrebbero tassativamente dovuto vincere.
Sheva però non si è fatto abbattere nemmeno dalla forza bruta di Matrix e ha regalato l'ennesimo dispiacere in carriera agli ex cugini, che peraltro ha ammesso di non amare particolarmente. Fortuna per Mou che dalla Catalogna arrivano notizie incoraggianti altrimenti il via ai processi mediatici (e probabilmente non solo) sarebbe stato impetuoso e molto molto difficile da arginare.
Congedo con epitaffio per due nobili decadute.
Il Barcellona di Guardiola cade in casa dopo essere riuscita a pareggiare lo svantaggio iniziale. Alzi la mano chi all'intervallo non pensava alla furia che Ibrahimovic e Messi avrebbero scatenato nella ripresa subissando di gol i Russi. Invece patatrac, 2 a 1 per gli ospiti e Blaugrana che confermano un momento non proprio felicissimo dopo il pareggio di Domenica nella liga. Reazione aspettasi, grazie.
Il Liverpool sembra scivolare via dalle mani di Benitez che per anni ha fatto della determinazione e degli "attributi" le colonne portanti della sua creatura. Il Lione orfano di Benzema, che sembrava alla fine di un ciclo ad inizio stagione, espugna Anfield Road in zona Cesarini e apre la crisi dei Reds in Champions, precipitati al terzo posto nel girone e adesso costretti al combattimento all'arma bianca in Francia tra due settimane per restare aggrappati al treno qualificazione. Auguri di pronta guarigione.
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